Nel linguaggio comune sentiamo parlare quotidianamente di ansia, molto spesso abusando di questo termine o riferendoci a situazioni che in realtà hanno poco a che fare con essa. In questo articolo ti parlerò di cos’è l’ansia, dei suoi aspetti psicologici, somatici e di come riconoscere e curare i disturbi e i sintomi ad essa associati.

Ansia e paura

Innanzitutto chiariamo cosa intendiamo con il termine ansia. Con questo temine in psicologia e in medicina ci riferiamo ad uno stato aspecifico di attivazione del sistema nervoso in risposta ad uno stimolo. E’ importante sottolineare che l’ansia non è un’emozione ma può essere associata ad un vissuto emotivo, in particolar modo quando per qualche ragione riteniamo le nostre emozioni inaccettabili.

Da un punto di vista neurologico le vie del sistema nervoso coinvolte negli stati ansiosi sono le stesse che si attivano quando percepiamo un pericolo reale come ad esempio un animale inferocito che potrebbe  aggredirci. L’ attivazione di questo sistema ci fa sperimentare uno stato che comunemente definiamo come “Paura”, caratterizzato da aumento del battito cardiaco, sudorazione dei palmi delle mani, aumento pressione sanguigna, etc.. La paura è uno stato emotivo altamente funzionale per la nostra sopravvivenza poiché ci permette di reagire ad una minaccia, infatti l’attivazione del sistema nervoso è funzionale a preparare l’organismo ad una risposta di attacco o fuga.

Quando questo complesso sistema neuro endocrino viene attivato da uno stato interno del quale non siamo del tutto consci parliamo di Ansia..

A differenza di quello che può succedere con un pericolo esterno in cui l’attivazione del corpo può esaurirsi con la messa in atto di una risposta attacco-fuga, quando l’attivazione viene innescata da uno nostro stato emotivo interno (per lo più inconscio) non abbiamo la possibilità di rispondere con attacco o fuga ma possiamo solo “nascondere” attraverso strategie psichiche ciò che ci minaccia. “La paura attiva il corpo per difendere se stesso, l’ansia ci attiva per difenderci psicologicamente”.

In questo senso, se proviamo ad astrarci dal giudizio negativo che naturalmente attribuiamo al termine ansia, potremmo dire che questa è una comunicazione che la nostra parte più istintiva ci fa rispetto al fatto che qualcosa dentro di noi necessità di essere ascoltato.

Oggi sappiamo che lo stato di attivazione neuro endocrino dell’ansia è causa di numerosi sintomi che vanno dall’ansia generalizzata al vero e proprio attacco di panico o si traducono in quelli che in medicina vengono chiamati MUS (medically unexplained symptoms) più comunemente chiamati disturbi psicosomatici.

Come riconoscere i sintomi dell’ansia?

Entro certi limiti l’ansia non è detto che diventi un qualcosa di patologico o invalidante, ma quando questa è eccessivamente presente può dare vita a tantissimi disturbi che molto spesso in maniera generica definiamo psicosomatici o malattie da stress. Cercherò di spiegarvi brevemente come questo avviene.

Numerosi studi e ricerche hanno ampiamente osservato come il nostro organismo scarica l’ansia in eccesso. Essenzialmente esistono tre grandi vie di scarica: quella del sistema muscolo scheletrico (muscoli volontari), quella del sistema nervoso autonomo SNA (simpatico e parasimpatico) e quella del sistema cognitivo-percettivo. Tutti noi scarichiamo lo stress attraverso queste vie ma ognuno di noi utilizzerà prevalentemente una di esse.

Quando a causa di conflitti interni, eventi traumatici, situazioni di forte stress, problemi emotivi etc, vi è un eccesso di attivazione, a seconda della via che maggiormente l’organismo sfrutta per scaricare l’ansia, potremmo avere dei sintomi associati a tale via. Ad esempio chi tende ad attivare primariamente il sistema muscolo scheletrico potrebbe avvertire uno stato di tensione muscolare che può in forme progressive tradursi in contratture, rigidità, fino a produrre alcune forme di lombalgie, cervicalgie o sindromi quali la fibromialgia.

Diversamente chi tendenzialmente utilizza come via prevalente il sistema nervoso autonomo (SNA) potrebbe sviluppare sintomi attribuibili ad una disregolazione dei sistemi che lo compongono, simpatico o parasimpatico con effetti sulla muscolatura liscia alla quale questo sistema e strettamente connesso. In questi casi è possibile osservare sintomi quali gastriti, coliti, reflusso, infiammazioni di progressiva gravità dell’apparato digerente e delle vie urinarie, ipertensione, alcune forme asmatiche, fino a patologie estremamente invalidanti di carattere ulceroso.

Infine, ci sono casi in cui lo stato di tensione interno viene prevalentemente scaricato sul sistema cognitivo percettivo dando luogo a sintomi medici quali offuscamento e restrizione del campo visivo, perdita della memoria, confusione mentale, dissociazione, perdita di coscienza etc..

Molto spesso le cure per questi sintomi vengono ricercate in ambito medico e questo non è sbagliato ma il rischio è quello di assumere cure farmacologiche aspecifiche che generalmente contengono senza risolvere i sintomi. E’ certo che il consulto medico deve sempre essere fatto per escludere cause organiche ma escluse queste, sarebbe buona prassi individuare se vi siano cause emotive.

Come curare l’ansia ?

Per fortuna in quest’ambito la psicoterapia negli ultimi anni ha fatto passi da gigante, oggi sappiamo come trattare con ottimi margini di riuscita i disturbi più comunemente associati all’ansia, dagli attacchi di panico, alla fibromialgia, alle gastriti etc. La psicoterapia può aiutare le persone ad entrare in contatto con gli stati emotivi interni, aiutandole a lasciarsi andare e sentire in maniera intensa e fluida quelle emozioni che vengono inconsciamente represse. Quando ciò avviene si assiste ad un abbassamento dell’ansia e ad un netto miglioramento, se non ad una totale remissione dei sintomi da essa causati. Molto spesso entrare in contatto con le proprie emozioni fa sentire le persone più leggere, più vitali più libere e più in contatto con sé migliorando cosi non solo i sintomi ma la qualità della vita in generale. Tra gli approcci psicoterapeutici ad oggi più efficaci e più validati da ricerche scientifiche vi è l’ISTDP un modello di  psicoterapia che ha come obiettivo principale proprio quello di aiutare in maniera veloce e diretta le persone ad esperire e lasciare andare le proprie emozioni conflittuali restituendo benessere e serenità a chi intraprende questo percorso.

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